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Chiesa Madre

La Chiesa Madre o Matrice è stata costruita nel 1600 sulle rovine del Castello dei Principi di Furnari. Nel 1929 la Chiesa è stata ricostruita sulla struttura precedente. Le opere di un certo valore conservate in questa chiesa sono le seguenti: un grande crocifisso di legno di autore sconosciuto, risalente al XVI sec.; un piccolo bassorilievo a forma di tempietto classico, in marmo di Carrara, che contiene gli olii sacri, risalente al XVI sec.; un quadro ad olio raffigurante la Madonna del Rosario; un organo in legno a canne di piombo, situato sulla cantoria; il davanzale in marmo dell'altare, raffigurante San Francesco di Paola che attraversa lo stretto di Messina; la torre campanaria con orologio pubblico sonoro con grande quadrante.

Chiesa di Santa Croce: nel 1375 venne costruito il castello sotto la baronia di Biagio Furnari. All’interno del castello (dove successivamente fu costruito l'attuale campanile), c’era una piccola cappella in stile arabo dedicata a Santa Caterina d'Alessandria. Verso la fine del 1500 nella parte del castello distrutta dai Saraceni venne costruita un chiesa più grande. I signori Furnari commissionarono una statua marmorea di Santa Caterina "di scuola gaginiana" e la posero nell’altare dove adesso si trova Santa Rita. Dal 1800 non si hanno più tracce della statua; si sa solamente che venne sostituita con una pala della scuola di Antonello de Saliba raffigurante Giovanni il Battista, anche questa andata scomparsa agli inizi del 1900. Nel 1630 la famiglia Ravidà fece scolpire al celebre Frà Innocenzo da Pietralia, frate francescano, un’immagine del Crocifisso, che venne posta all’altare maggiore. Un'opera di grande valore artistico, con caratteristiche molto importanti: i lineamenti del corpo, in una dolorosa ma composta armonia, riescono in maniera formidabile ad esternare i dolori del Cristo. Caratteristica di ogni scultura di Frà Innoccenzo da Pietralia, sono le tre espressioni: guardandolo dal centro vediamo l’agonia, da sinistra la morte e da destra il sorriso della risurrezione. Nel corso degli anni si era sviluppata una venerazione per quest'immagine che veniva considerata prodigiosa; raccontano alcuni manoscritti del tempo che la gente dei villaggi vicini venivano a venerare la sacra immagine. Si narra di un fatto accaduto il 5 agosto 1652, quando vi fu un gran temporale e un fulmine entrò in chiesa attraverso la finestra posta sull’abside (ancora esistente, ma murata da allora), distrusse l’altare, fece cascare il padiglione della custodia, frantumò la croce e lasciò intatte l’immagine del crocifisso e la lampada del Santissimo Sacramento. Per molti anni l’immagine del Crocifisso venne portata in processione il 3 maggio. Nel 1830 l’arciprete don Francesco Occhiuto decise di far uscire la prodigiosa immagine solo il Venerdì santo. Il 27 agosto 1652, a pochi giorni del prodigio, venne fondata l’Arcipretura dal duca Antonio Furnari, sotto il titolo della Santa Croce. Tra le opere d'arte presenti in chiesa sono da ricordare: una statua dell’Ecce Homo, opera di "Frà Innocenzo da Pietralia"; una tela di San Francesco di Paola molto somigliante al ritratto del Santo conservato a Paola; una tela raffigurante "La Pietà" con le Anime del Purgatorio, posizionata su un altare, dove dal 1670 al 1970 veniva celebrata la Santa Messa in suffragio delle anime del Purgatorio ogni primo lunedì del mese; una tela della Madonna del Rosario, opera di Rosalia Novelli, in cui la Vergine siede dolcemente su un roseto tenendo in braccio Gesù Bambino e la Corona del rosario che dona a San Domenico circondato da San Tommaso d'Aquino, Santa Rosalia da Palermo e Sant'Antonio da Padova; una statua lignea di Sant'Antonio da Padova, risalente agli inizi del '400,che è la prima statua di Sant'Antonio venerata a Furnari, e dopo sostituita con l'attuale( nel 1836; un organo a canne, risalente al 1637 di buona fattura; ed infine una pala della Madonna del Soccorso, opera di Antonello de Saliba, ed il simulacro della Madonna Addolorata, conservati nell’oratorio della confraternita. Ai piedi dell'altare maggiore è sepolto il celebre Arciprete Giuseppe Millemagi.